Nella puntata dedicata a “A Book Life in Dublin”, Maurizio Pittau e Kristina Tomic hanno ospitato Veronica Tati, conosciuta online come @nicabooks, Lead Bookseller di Hodges Figgis e prima content creator italiana a raccontare il mestiere del libraio sui social.
La conversazione è partita dalle origini: la formazione alla Scuola per Librai Mauri in Italia, i primi anni dietro un bancone e quella decisione di partire per Dublino, che doveva durare un mese. E invece è diventata una vita. Veronica ha raccontato il momento preciso in cui ha capito di voler fare la libraia di mestiere, non solo per passione, e come l’Irlanda le abbia offerto uno spazio professionale che in Italia faticava a trovare.
Ampio spazio è stato dedicato al lavoro quotidiano da Hodges Figgis, una delle librerie più storiche e riconoscibili di Dublino, aperta dal 1768 e celebrata anche da James Joyce nel Finnegans Wake. Veronica ha descritto cosa significa lavorare in un luogo del genere: la responsabilità della selezione, il rapporto con i clienti abituali, la differenza tra consigliare un libro e venderlo, e perché queste due cose non sono la stessa cosa.
La parte centrale dell’intervista ha esplorato il progetto NicaBooks, nato come spazio personale e cresciuto fino a oltre 28.000 follower su Instagram. Veronica ha spiegato cosa l’ha spinta a prendere la parola in rete, cosa significa costruire una comunità intorno a un mestiere spesso invisibile, e perché ha scelto di mostrare il dietro le quinte della libreria invece di limitarsi ai consigli di lettura. Abbiamo parlato di editoria, di come si sceglie un titolo da mettere in vetrina, di quali libri si vendono in Irlanda e quali invece restano fermi sullo scaffale.
La conversazione ha poi attraversato le differenze tra i lettori italiani e quelli irlandesi: un confronto che Veronica affronta ogni giorno, e che le ha insegnato molto su come il rapporto con i libri cambi a seconda della cultura in cui si è cresciuti. Ha condiviso i titoli che consiglia di più, quelli che ama di più, e quelli che l’hanno trovata lei, nei momenti in cui ne aveva bisogno.
Il blocco finale ha toccato il tema dell’identità: cosa significa essere italiana a Dublino, costruire una carriera in un Paese che non è il tuo, e tenere in piedi allo stesso tempo una vita professionale, un progetto editoriale online e una guida affettuosa alla Dublino letteraria per una comunità che la segue da ogni angolo d’Italia.
Ne è emerso il ritratto di una professionista che ha fatto dei libri non solo un lavoro, ma un modo preciso di stare nel mondo, e di raccontarlo.
Playlist:
- Subsonica – Radio Mogadiscio
- Nu Genea – Ma tu che bbuò




