Torna Radio Dublino con l’episodio 428, intitolato “Refusing Silence, Choosing Resistance”, una puntata interamente dedicata all’incontro con Roberto Saviano, ospite a Dublino in occasione della sua partecipazione al Festival Internazionale della Letteratura di Dublino (ILFD 2026). Riproponiamo l’intervista integrale realizzata da Radio Dublino, arricchita da materiale inedito raccolto durante la sua visita in città.
Alla sua prima volta nella capitale irlandese, Saviano ha raccontato di essere stato conquistato da Dublino: la prima cosa che ha fatto, appena arrivato, è stata cercare i luoghi legati a Oscar Wilde, il suo scrittore irlandese prediletto. Una città che ha definito romantica e allegra, profondamente diversa dall’Inghilterra, al punto da scherzare, ma solo fino a un certo punto, sull’idea di trasferirsi: alla domanda se avesse mai pensato di vivere all’estero, la risposta è stata diretta e senza esitazioni.
Nel corso dell’intervista lo scrittore ha attraversato i temi che da vent’anni definiscono il suo percorso: le vicende giudiziarie con i vertici del governo italiano, dal processo durato otto anni con Matteo Salvini, conclusosi con l’assoluzione, alla condanna per diffamazione nel procedimento intentato da Giorgia Meloni, che Saviano ha rivendicato con orgoglio. Una riflessione sull’odio consapevole, quello che sceglie cosa odiare perché difende ciò che ama, e sul prezzo dell’impegno civile.
Ampio spazio è stato dedicato allo stato dell’informazione in Italia. Saviano ha smontato la narrativa semplicistica della censura diretta, spiegando come la libertà di stampa non venga distrutta dagli arresti, ma dai soldi: la pubblicità che sparisce quando si attacca il governo, i finanziamenti pubblici legati alla benevolenza di chi governa, la progressiva scomparsa del giornalismo d’inchiesta e del tempo necessario per approfondire.
Al centro della conversazione anche il libro che Saviano presentava al festival, Shout It Out (Gridalo, Bompiani), una raccolta di 28 ritratti di figure storiche, da Anna Politkovskaja a Daphne Caruana Galizia, fino a Joseph Goebbels, di cui ha offerto un’analisi tagliente sulla sua inquietante attualità come teorico della comunicazione. Una mappa, come l’ha definita l’autore, per non sentirsi soli, anche quando si è soli, e per trovare alleati in chi ha percorso prima di noi la strada della resistenza.
La parte più personale dell’intervista ha toccato i vent’anni vissuti sotto scorta, anniversario che cadeva proprio nei giorni della sua visita dublinese, e il rapporto con il pubblico italiano all’estero, accorso in massa al punto da rendere necessario il trasferimento dell’evento nella tenda più grande del festival, che è andata comunque esaurita.
Ne è emerso un ritratto a tutto tondo dello scrittore, tra impegno civile, letteratura e il legame con la comunità italiana fuori dai confini nazionali. Una puntata speciale per chi ha seguito il suo passaggio dublinese e per chi vuole riascoltarlo con calma, parola per parola. Il racconto completo dell’incontro è disponibile nel nostro articolo: Roberto Saviano a Dublino: “L’odio consapevole non è un problema.
Playlist:
- Mannarino – Ciao
- Eyes Be Quit – Per farti dormire
- Erik Larsen, Vicka – Fallin’ Down




