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Nave Etna a Dublino

Nave Etna
Scritto da Eugenia Arciero

Il 17 agosto, nel porto di Dublino, la presenza della Marina Militare Italiana ha offerto alla Comunità italiana in Irlanda un’occasione speciale di incontro e condivisione. Attraccata presso il Deep Water Quay, la nave ITS Etna ha aperto i suoi ponti agli ospiti invitati dall’Ambasciatore d’Italia in Irlanda, Nicola Faganello, e dal comandante dell’unità, il Capitano di Vascello Alessandro de Lucia.

A bordo si è svolta una cena istituzionale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, autorità civili e militari, membri della comunità italiana e ospiti legati alla vita diplomatica e culturale del Paese. Per Radio Dublino è stata un’opportunità preziosa per conoscere da vicino una nave militare italiana e incontrare le persone che vivono quotidianamente la complessa esperienza della navigazione.

Dublino, metà della campagna d’istruzione

La tappa irlandese non rappresentava soltanto una visita di cortesia. La Etna era impegnata in una campagna d’istruzione estiva destinata agli allievi dell’Accademia Navale di Livorno. La nave aveva lasciato Livorno il 17 luglio e il rientro era previsto per il 17 settembre, al termine di due mesi di navigazione. L’arrivo a Dublino, esattamente il 17 agosto, ha quindi segnato la metà del percorso: un vero e proprio giro di boa prima di affrontare la seconda parte della missione.

Durante la campagna, l’unità ha toccato diversi porti europei sull’Atlantico e nel Nord Europa, tra cui La Rochelle, Brest, Cagliari, Londra, Lisbona e La Coruña, oltre alla capitale irlandese. Un itinerario pensato non soltanto per visitare Paesi e città, ma soprattutto per permettere agli allievi di mettere in pratica, in mare, le conoscenze acquisite durante la formazione.

Con una lunghezza di circa 146 metri e la capacità di ospitare fino a quasi 300 persone, la Etna è una delle unità più importanti della Marina Militare Italiana per il supporto logistico. A bordo convivono l’equipaggio, il personale militare e gli studenti dell’Accademia, impegnati in una prima esperienza concreta di vita e lavoro a bordo.

Una nave al servizio della flotta

La ITS Etna non è una nave da combattimento nel senso tradizionale del termine. La sua funzione principale è quella di rifornitrice di squadra: trasporta e trasferisce carburante, acqua, viveri, medicinali, pezzi di ricambio e altri materiali necessari alle unità navali durante le missioni. Il rifornimento in mare è una delle attività che consentono a una flotta di prolungare la propria permanenza lontano dalle basi. Attraverso apposite stazioni, la nave può trasferire combustibile e materiali alle altre unità senza che queste debbano rientrare in porto. La Etna può inoltre operare con un elicottero medio-pesante, utilizzato per il trasporto di persone e materiali e per le operazioni di supporto.

Secondo le schede tecniche della Marina Militare, l’unità può trasportare migliaia di tonnellate di gasolio e carburante per aviazione, oltre ad acqua e materiali di vario tipo. La nave dispone anche di officine e di strutture sanitarie che, all’occorrenza, possono essere impiegate in missioni umanitarie o durante emergenze.

Pur non avendo il combattimento come compito primario, la Etna è dotata di sistemi di autodifesa e opera all’interno di contesti in cui può essere necessario proteggere l’equipaggio, la nave e le altre unità. In aree marittime caratterizzate da instabilità e minacce, come quelle interessate da attività di pirateria, una nave di supporto deve infatti essere pronta a contribuire alla sicurezza della navigazione.

I discorsi e l’incontro con la comunità

La serata è iniziata con i saluti istituzionali. L’Ambasciatore Nicola Faganello ha sottolineato il valore della presenza italiana a Dublino e l’importanza dei rapporti tra Italia e Irlanda, in una serata capace di unire diplomazia, formazione e tradizione marinara.

Dopo l’intervento dell’Ambasciatore, hanno preso la parola il Comandante Alessandro de Lucia e altre autorità presenti. I discorsi hanno preceduto il momento conviviale, durante il quale gli ospiti hanno avuto modo di conoscersi, conversare e confrontarsi con il personale di bordo e con gli allievi dell’Accademia.

Nel concludere il suo intervento, l’Ambasciatore ha ringraziato l’equipaggio per l’ospitalità e ha rivolto alla nave un augurio tipico della tradizione marinara: “Buon vento e mare in poppa”. La formula, breve ma evocativa, ha accompagnato il passaggio dalla parte ufficiale della serata alla cena, organizzata sul ponte della nave. In quel contesto più informale è stato possibile dialogare direttamente con alcuni studenti, ascoltare i loro racconti e comprendere meglio cosa significhi trascorrere settimane in navigazione all’interno di un equipaggio militare.

Alla scoperta della nave

Uno dei momenti più interessanti della serata è stato il tour guidato nelle aree della Etna accessibili ai visitatori. Ad accompagnarci sono stati proprio alcuni allievi dell’Accademia, che hanno illustrato gli spazi e le apparecchiature della nave con competenza e disponibilità.

La visita ha permesso di osservare i centri dedicati alle pompe e alle operazioni di rifornimento, il cuore logistico dell’unità. Qui vengono gestiti i trasferimenti di carburante e materiali, attività che richiedono precisione, coordinamento e una costante attenzione alla sicurezza.

Successivamente abbiamo visitato la plancia, centro della navigazione e della conduzione della nave, e la Centrale Operativa di Combattimento. Nonostante la funzione prevalentemente logistica della Etna, la Centrale rappresenta un punto essenziale per la gestione della sicurezza, delle comunicazioni e delle eventuali situazioni operative.

Particolarmente significativo è stato anche osservare la presenza della strumentazione cartacea. Accanto a radar, sistemi digitali e apparecchiature tecnologiche, a bordo vengono ancora conservate carte nautiche e strumenti tradizionali. La navigazione moderna non rinuncia quindi ai supporti analogici, che continuano a rappresentare una garanzia e un riferimento importante anche in caso di problemi tecnici o di emergenza.

Durante il percorso abbiamo avuto modo di vedere anche l’elicottero presente a bordo, custodito negli spazi destinati alle operazioni aeree. Il ponte di volo e l’hangar consentono alla nave di svolgere attività di rifornimento verticale, trasporto e movimentazione di materiali attraverso l’impiego di un elicottero.

I simboli dell’Italia in Irlanda

All’esterno, la nave offriva un’immagine particolarmente suggestiva. Sulla prua era proiettato il Tricolore italiano, che illuminava la sagoma dell’unità ormeggiata nel porto di Dublino. Accanto alla bandiera italiana era esposta quella irlandese, in segno di rispetto per il Paese ospitante. Era inoltre visibile una bandiera bianca con tre stelle, il vessillo che indicava la presenza a bordo della massima autorità imbarcata in quel momento: l’Ambasciatore d’Italia.

Quei simboli, accostati sul ponte della Etna, raccontavano in modo immediato il carattere della serata. Non si trattava soltanto di un evento militare, ma di un incontro tra Paesi, istituzioni e comunità, con il mare a fare da collegamento tra le due sponde dell’Europa.

Formazione e futuro

Per gli allievi dell’Accademia Navale, la campagna d’istruzione rappresenta un passaggio fondamentale. La vita a bordo permette di mettere alla prova la preparazione teorica, imparare a lavorare in squadra e assumere progressivamente responsabilità all’interno dell’equipaggio. Su una nave come la Etna, ogni attività dipende dal coordinamento tra competenze diverse: dalla navigazione alla gestione dei rifornimenti, dalla manutenzione alla sicurezza, fino alle comunicazioni e all’assistenza sanitaria. La dimensione della nave rende evidente quanto il lavoro individuale sia legato a quello degli altri.

Incontrare questi giovani durante una serata organizzata dall’Ambasciata ha permesso di guardare alla Marina Militare anche attraverso il loro punto di vista: non soltanto come istituzione, ma come luogo di formazione, disciplina e crescita personale.

La presenza della Etna a Dublino ha inoltre mostrato una dimensione meno conosciuta delle relazioni internazionali. Accanto alla cultura, alla lingua, agli scambi economici e alla presenza della comunità italiana, esistono anche la cooperazione istituzionale, la formazione militare e il contributo alle operazioni di sicurezza e di soccorso.

Per Radio Dublino è stato un privilegio poter salire a bordo, ascoltare le testimonianze dell’equipaggio e degli allievi e raccontare da vicino una realtà normalmente lontana dagli occhi del pubblico. Alla ITS Etna, al Comandante, all’equipaggio e agli allievi dell’Accademia Navale: buon vento e mare in poppa.


Foto e clips: Kristina Tomic

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Eugenia Arciero