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Dublin ATP Challenger 2026: il grande tennis torna in Irlanda dopo quasi vent’anni

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Scritto da Maurizio Pittau

Elm Park Golf and Sports Club, Donnybrook, Dublino. L’erba curata del campo centrale, il sole di giugno che filtra tra le nuvole irlandesi, gli applausi di un pubblico che ha esaurito i biglietti giorno dopo giorno. Dal 14 al 20 giugno 2026 Dublino ha ospitato il primo torneo ATP della sua storia recente: il Dublin ATP Challenger 75, primo evento di questo livello in Irlanda da quasi vent’anni. Radio Dublino era lì, come media accreditato, a raccontarvi ogni giorno questa settimana straordinaria.

Un ritorno atteso da vent’anni

Per capire cosa ha significato questo torneo per il tennis irlandese bisogna partire da un dato semplice: l’ultimo evento ATP sul suolo irlandese risaliva a quasi due decenni fa. Una generazione di giocatori, appassionati e addetti ai lavori cresciuta senza poter vedere professionisti del circuito giocare in casa. Poi Tennis Ireland ha deciso di colmare questo vuoto, portando all’Elm Park un Challenger di categoria 75 con un montepremi superiore ai 95.000 euro, sulla superficie in erba, la settimana esatta prima di Wimbledon.

La scelta del timing non è casuale: molti giocatori scelgono proprio tornei come questo per arrivare rodati sull’erba al Grande Slam londinese, o per recuperare forma e fiducia dopo la stagione sulla terra rossa. Un contesto dunque perfetto, che ha attirato un campo di partecipanti di qualità notevole per un Challenger 75.

Se siete curiosi della storia del tennis italiano e della sua ascesa internazionale, vi rimando a un mio articolo in inglese che approfondisce proprio questo tema: How Has Italy Become Stronger at Tennis?. E per chi vuole capire il rapporto tra l’Irlanda e questo sport, ho scritto in passato anche un pezzo dedicato proprio a Irlanda e tennis qui su Radio Dublino.

I grandi nomi del tabellone

Il torneo ha potuto vantare la presenza di giocatori di primissimo piano. Grigor Dimitrov, bulgaro, ex numero 3 del mondo e vincitore delle ATP Finals 2017, ha rappresentato il nome di maggior richiamo dell’intera settimana, prima di essere eliminato al secondo turno del main draw. Insieme a lui, Thanasi Kokkinakis, australiano già vincitore del doppio agli Australian Open, ha superato le qualificazioni prima di uscire al primo turno del tabellone principale.

Nomi così, per un Challenger 75, testimoniano quanto il formato e la location abbiano funzionato da calamita per giocatori in cerca di preparazione sull’erba prima di Wimbledon.

Gli italiani: Maestrelli, Guerrieri e il calore del derby

La comunità italiana ha avuto i suoi rappresentanti di rilievo. Francesco Maestrelli, testa di serie numero 2 del main draw, è arrivato a Dublino con alte aspettative. Il suo nome nel circuito è noto: aveva già fatto parlare di sé superando il primo turno agli Australian Open, dove al secondo turno aveva incontrato niente meno che Novak Djokovic. A Dublino però la settimana non è andata come sperava: una sconfitta al primo turno, resa ancora più amara da un episodio che aveva fatto infuriare tutto il campo.

Nell’azione del primo set, con Maestrelli in corsa per fare il break in un momento chiave del match, l’arbitro aveva chiamato un fallo di piede su quello che sembrava un ace. Una decisione contestata, che ha chiaramente inciso sull’umore e sulla concentrazione del giocatore. Ho avuto il piacere di parlare con Alessandro La Cognata, uno dei suoi allenatori, a fine partita. Le parole erano quelle di chi conosce il tennis ad alto livello e sa che certi momenti fanno parte del gioco, ma la delusione era evidente:

“Francesco è stato bravo in tanti frangenti. L’unica cosa che ci dispiace è che attualmente giochiamo bene, però facciamo un pochino più di fatica nelle occasioni. Anche oggi, nel primo set, abbiamo avuto tante occasioni per fare i break, per un motivo o per un altro non siamo riusciti a concretizzare. Poi mettiamoci anche un po’ di sfortuna, un po’ il periodo… cerchiamo di tenere duro il più possibile per cercare di cambiare questa energia negativa e rialzare il nostro livello di tennis.”

Nelle qualificazioni ha invece brillato Andrea Guerrieri, altro italiano del campo, che si è imposto nel derby tutto italiano contro Filippo Romano al primo turno, prima di essere sconfitto al secondo da un avversario britannico. Un percorso breve ma significativo, che ho avuto modo di commentare con lui direttamente. Guerrieri si è presentato come un giocatore consapevole dei propri mezzi e fiducioso nel lavoro che sta costruendo con il suo team:

“Oggi la partita è stata complicata, difficile contro un giocatore che conoscevo, sicuramente esperto di questa superficie. Ho fatto un pochino fatica a entrare nel match all’inizio. Poi una volta che sono riuscito a iniziare a mettere in campo le mie giocate, la partita è diventata sicuramente più in lotta. È stato un peccato non aver preso alcune occasioni, però sicuramente bravo anche lui.”

E poi con ottimismo sul periodo che sta attraversando:

“Sicuramente è un bel periodo per me, sto giocando tante partite. Abbiamo spinto tanto in allenamento, lo stiamo continuando a fare cercando di migliorarci sotto tutti gli aspetti. Continueremo su questa strada per cercare di guardare sempre più in alto.”

Gli irlandesi protagonisti: Gannon, Barry, Buldorini e Elamin

Se c’è una storia che il Dublin Challenger ha regalato all’intero paese, è quella dei giocatori irlandesi che hanno dimostrato di potersela giocare con i professionisti del circuito.

Conor Gannon è stato, senza dubbio, il più seguito di tutti. Al primo turno del main draw ha sconfitto a sorpresa l’australiano Bernard Tomic, ex numero 17 del mondo, regalando al pubblico dell’Elm Park uno dei momenti più emozionanti della settimana. Poi è arrivato Dimitrov, e la storia si è chiusa al secondo turno. Ma Gannon non si è fermato lì: in doppio, in coppia con il connazionale Barry, ha raggiunto le semifinali, eliminando lungo la strada una coppia olandese di livello. Un risultato che nessuno avrebbe scommesso all’inizio della settimana.

Ho intervistato Conor poco dopo la fien dell partita con Dimitrov, e la sua lucidità ha colpito quanto il suo tennis:

“A little bit upset with today. Maybe not the best performance I’d hoped for, but absolutely delighted with yesterday and hopefully now I can keep the momentum going into the summer.”

E sulla partita contro Tomic e sul torneo in generale, con grande generosità:

“It’s great to have an event like this in Ireland. I think the Irish people kind of showed themselves this week.”

C’è però un momento della partita contro Tomic che ha fatto il giro dei social e che Gannon stesso ha commentato con il sorriso: un pellicano si è intrufolato in campo e ha rubato una pallina durante lo scambio, causando un’interruzione esilarante che ha strappato risate a tutto il pubblico. Gannon, interpellato sull’episodio, ha risposto con una semplicità disarmante:

“It was quite funny. I mean, it was a big moment in the match, but I don’t think it distracted me too much. I think it was quite funny. I think it’s gone viral on Instagram and Twitter.”

Il pellicano, c’è da dirlo, si è guadagnato una sua piccola fama internazionale.

Tra gli irlandesi merita una menzione speciale anche Peter Buldorini, giocatore italo-irlandese che ha già indossato la maglia dell’Irlanda in Coppa Davis, presente nel main draw ma eliminato al primo turno. La sua storia, a metà tra le due comunità che Radio Dublino rappresenta ogni giorno, è il simbolo di quanto i legami tra Italia e Irlanda siano profondi anche nel mondo dello sport.

Da segnalare infine Ammar Elamin, che ha vinto la propria partita al primo turno delle qualificazioni prima di cedere al secondo contro Kokkinakis. Un risultato che conferma la crescita costante del tennis irlandese a tutti i livelli.

Il vincitore: Henry Searle con wildcard per Wimbledon

A trionfare nel singolare maschile è stato il britannico Henry Searle, che ha disputato il torneo grazie a una wildcard. Vittoria meritata, costruita partita dopo partita su un’erba che sembrava fatta apposta per il suo gioco. E al termine del torneo è arrivata un’altra notizia: una seconda wildcard, questa volta per Wimbledon, la settimana successiva. L’ho incontrato subito dopo la finale, raggiante ma già con la testa al prossimo obiettivo:

“It was a great day. A fantastic way to finish with the sun and the crowd. I thought the courts were brilliant, the club’s amazing and obviously the city’s really cool as well. It was nice to be able to spend the whole week here. I’m really looking forward to Wimbledon and I think it’s been great preparation as well.”

I tabelloni nel dettaglio

Singolare (Main Draw)

Il tabellone principale contava 32 giocatori. Testa di serie numero 1 il francese Titouan Droguet (ranking 111), numero 2 l’italiano Francesco Maestrelli (ranking 126), eliminato al primo turno dal canadese Alexis Galarneau. Droguet stesso è uscito ai quarti di finale contro Jurij Rodionov (testa di serie numero 4). Grigor Dimitrov, testa di serie numero 8 (ranking 170), ha superato il primo turno contro Rodesch e il secondo contro Gannon, prima di perdere ai quarti contro Kyrian Jacquet (testa di serie numero 3). Jacquet ha raggiunto le semifinali, dove si è arreso a Henry Searle. In finale Searle ha battuto Rodionov per 64 62, conquistando il titolo e una wildcard per Wimbledon. Conor Gannon, wildcard irlandese, ha battuto al primo turno Bernard Tomic (ultima ammissione diretta, ranking 194) con il punteggio 674 64 761, prima di perdere al secondo turno contro Dimitrov 62 63. Peter Buldorini, altra wildcard irlandese, è uscito al primo turno contro Jacquet. Tra i ritiri da segnalare quello di Mark Lajal (testa di serie numero 5) per un problema al piede destro e quello di Mees Rottgering per infortunio.

Qualificazioni

Nel tabellone delle qualificazioni spiccava il derby tutto italiano tra Andrea Guerrieri (testa di serie numero 6, ranking 231) e Filippo Romano: Guerrieri si è imposto nettamente per 62 62 al primo turno, prima di perdere al secondo contro Charles Broom con il punteggio 61 64. Thanasi Kokkinakis, wildcard australiano, ha battuto al primo turno Ammar Elamin con il punteggio 64 36 767, ma l’irlandese ha dimostrato comunque un buon livello contro un giocatore di quel calibro. Tra gli altri irlandesi presenti anche James McGloughlin nelle qualificazioni.

Doppio (Main Draw)

La coppia wildcard irlandese Charles Barry e Conor Gannon ha firmato la sorpresa del tabellone di doppio, battendo al primo turno la testa di serie numero 1, Bollipalli e Hilderbrand (India/USA), con il punteggio di 767 64. Al secondo turno si sono arresi alla coppia olandese Jans e Visker per 63 60. A vincere il titolo è stata proprio la coppia olandese Jarno Jans e Niels Visker, che ha superato in finale i britannici Mackinlay e Whitehouse per 64 64. Peter Buldorini e Ammar Elamin erano presenti anche in doppio come wildcard irlandesi, uscendo al primo turno.

Organizzazione, atmosfera e una copertura mediatica che poteva essere migliore

Devo essere onesto su un aspetto: la copertura mediatica irlandese di questo torneo è stata, per usare un eufemismo, molto scarsa. Considerando che si trattava del primo ATP sul suolo irlandese da quasi vent’anni, ci si sarebbe aspettati un’attenzione ben maggiore da parte dei media nazionali. Speriamo che l’edizione 2027 cambi le cose.

Sul fronte organizzativo, invece, il giudizio è più che positivo. Per un primo torneo di questo livello, con tutte le sfide logistiche che comporta, Tennis Ireland ha fatto un ottimo lavoro. I campi dell’Elm Park sono sembrati il contesto ideale per questo evento: erba curata, strutture eleganti, personale gentile e disponibile in ogni momento. Il campo da golf come cornice aggiungeva quel tocco di classe che rendeva l’intera esperienza unica. Come ha detto lo stesso Guerrieri:

“Il club è davvero bello, molto elegante, completo di tutto. Anche il golf come contorno ci è piaciuto molto.”

Il pubblico ha risposto presente: le giornate più importanti erano sold out, e l’atmosfera nei momenti chiave, in particolare durante le partite degli irlandesi, era quella dei grandi eventi. Un segnale chiarissimo per il futuro.

Appuntamento al 2027, con la speranza del torneo femminile

La notizia più bella arrivata negli ultimi giorni del torneo: il Dublin Challenger tornerà nel 2027. L’annuncio ufficiale è stato accolto con grande entusiasmo da giocatori, organizzatori e pubblico. E c’è di più: si parla già di allargare l’evento anche al torneo femminile nei prossimi anni, il che renderebbe Dublino un appuntamento fisso e completo nel calendario del tennis internazionale.

Per noi di Radio Dublino, che abbiamo seguito questa settimana come media accreditato con grande orgoglio, è la conferma che vale la pena continuare a investire in questo tipo di copertura. Ringraziamo Tennis Ireland per l’opportunità offerta, per la professionalità dimostrata in ogni interazione e per aver reso il lavoro di accreditamento semplice e piacevole. Un ringraziamento speciale va a tutto lo staff dell’Elm Park e agli organizzatori che ci hanno accolto con disponibilità e gentilezza durante tutta la settimana.

Ci vediamo nel 2027. Il grande tennis è tornato in Irlanda e, questa volta, non ha intenzione di andarsene.

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