Una serata storica al The Hut di Phibsborough: la jam session in onore di Fabrizio De André conquista italiani e irlandesi
C’era nell’aria qualcosa di speciale, ieri sera, nella sala al piano superiore del pub The Hut di Phibsborough. Qualcosa di difficile da definire con precisione, ma che chi era presente ha riconosciuto immediatamente: quella rara combinazione di calore umano, musica autentica e condivisione genuina che si crea quando le persone si riuniscono senza gerarchie, senza biglietti, senza palco. Per la prima volta in Irlanda, Dublino ha ospitato la Cantata Anarchica, lo storico omaggio collettivo a Fabrizio De André. E la serata ha superato ogni aspettativa.
Cos’è la Cantata Anarchica
Per chi non la conoscesse, la Cantata Anarchica è molto più di un semplice concerto. È un raduno spontaneo e autogestito, nato nella notte dell’11 gennaio 1999, la notte in cui Fabrizio De André ci lasciava, quando una trentina di persone si riunì in Piazza del Duomo a Milano con sole tre chitarre per dargli l’unico addio che avrebbe apprezzato: cantare le sue canzoni insieme, in strada, senza palco né microfono. Da quella notte, la tradizione è cresciuta fino a coinvolgere oggi oltre trenta città in quattro paesi. Dal 2013 l’appuntamento si rinnova anche il 18 febbraio, giorno del compleanno di Faber, e negli ultimi anni ha varcato i confini italiani, raggiungendo Francia, il Belgio, la Germania e, ora, l’Irlanda.
Non è un concerto, non è un flash mob. È una jam session senza scaletta, senza amplificazione, senza gerarchia: solo strumenti acustici, vino (in Irlanda, birra, ovviamente!) e canto collettivo. Chiunque può partecipare, cantare, suonare. Le voci stonanti sono, come recita il manifesto della Cantata, esplicitamente benvenute. Il nome rende omaggio all’anarchismo intellettuale di De André: non disordine, ma rifiuto delle gerarchie imposte e fede incrollabile nella dignità dell’individuo.
Quest’anno, per la prima volta, la Cantata è sbarcata anche in Irlanda. E poiché il tempo dublinese difficilmente avrebbe concesso la versione “piazza”, la serata ha trovato la sua casa naturale nella versione irlandese di quella piazza: il pub.
Una sala piena, un’energia travolgente
Il The Hut di Phibsborough Rd ha accolto i partecipanti con la sua atmosfera raccolta e accogliente, e la sala al piano superiore si è riempita in modo sorprendente. Chitarre, tamburelli, voci e la voglia condivisa di cantare insieme le canzoni di Faber. L’ingresso era gratuito e l’evento era completamente senza scopo di lucro: spirito pienamente deandreiano.
Vedere una sala così partecipata, in una città che fino a ieri non aveva mai ospitato un evento simile, è qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare. È il segno di una comunità italiana a Dublino che è cresciuta, si è diversificata, si è radicata e che oggi è capace di esprimere una vita culturale autentica e vivace, non solo legata alla nostalgia ma proiettata verso la condivisione con il territorio che la ospita. Non è un dettaglio di poco conto: tra il pubblico c’erano anche numerosi irlandesi, attratti dalla musica e dal clima di convivialità, a riprova che De André, con le sue radici folk, le sue ballate, il suo cosmopolitismo poetico, sa parlare anche a chi non ha mai sentito pronunciare il nome di Genova.
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Agnese D’Anna: la voce dietro la serata
La serata è stata ideata, organizzata e condotta da Agnese D’Anna, violinista e figura tra le più vivaci e poliedriche della scena culturale italiana a Dublino. Appassionata di musica folk e tradizioni popolari, Agnese è da tempo un punto di riferimento per chi frequenta il BalFolk, la serata di danze folk tradizionali che ogni domenica anima il celebre pub Cobblestone di Smithfield, uno dei locali più storici e amati di Dublino. Non è la prima volta che si impegna in prima persona per portare in città momenti di cultura e memoria condivisa: lo scorso 25 aprile, nella stessa location del The Hut, aveva organizzato un incontro dedicato ai canti della Resistenza, un’altra serata di grande partecipazione e significato.
L’idea di portare la Cantata a Dublino le è venuta naturalmente, quasi un atto dovuto. “Era un evento che proprio mancava qui e, vista la presenza di tantissimi italiani, era doveroso farlo”, racconta. Ma c’era anche una ragione musicale più profonda: “Faber ha preso molto dalla musica folk, che qui in Irlanda è molto popolare e, per tale motivo, credo che i suoi ritmi folk e da ballata possano piacere particolarmente agli irlandesi.” Un’intuizione che la serata ha pienamente confermato. Agnese ha vissuto per diversi anni a Milano, città in cui la Cantata è nata, e il legame con De André viene da lontano: “L’ho scoperto verso i 15 anni e grazie all’amore per le sue canzoni ho deciso di imparare a strimpellare la chitarra.”
La serata non è però decollata immediatamente. All’inizio, racconta Agnese, “ho avuto un po’ di difficoltà a far capire alle persone che non si trattava di una gig, ma di una jam session vera e propria; molti non avevano mai partecipato a una Cantata Anarchica in vita loro, quindi non sapevano bene come orientarsi.” Ma la magia, come spesso accade con De André, ha fatto il suo corso: “Dopo la prima ora, la serata è davvero decollata. Tutti hanno cantato in coro le canzoni di Faber ed è stato davvero un momento super emozionante e intenso. Anche molti irlandesi hanno fatto un salto su per ascoltarci ed è stato davvero magico.”
Va detto che questa prima edizione dublinese è rimasta, tecnicamente, un evento non ufficiale: Dublino non figura tra le città partecipanti sul sito cantataanarchica.it. Agnese lo ammette con autoironia, “my bad, ho organizzato tutto in poco tempo”, ma guarda già avanti: “Essendo la prima Cantata Anarchica a Dublino, credo che ci siano sicuramente margini di miglioramento. Il prossimo anno sarò sicuramente più preparata per fare qualcosa di più ufficiale.” Tra i sogni nel cassetto, anche una location en plein air: “Sarebbe fantastico farla sulle Docklands dove col gruppo di BalFolk abbiamo anche organizzato la Mazurka Klandestina, ma, dato il tempo qui, sarebbe un po’ rischioso!”
Una crescita che fa ben sperare
Le parole di Agnese fotografano bene lo spirito di questa prima edizione: spontanea, imperfetta nella sua informalità, e per questo ancora più autentica. Come la Cantata stessa, del resto. L’auspicio è che l’edizione 2027 possa essere ancora più grande, magari con l;inserimento ufficiale del circuito nazionale, e chissà con qualche strumento in più e qualche voce in più a riempire la notte dublinese di note genovesi.
Nel frattempo, Agnese sarà presto ospite del prossimo video podcast di Radio Dublino, dove avremo modo di approfondire la sua storia, la sua passione per De André e la musica folk e i tanti progetti che animano la sua vita a Dublino. Restate sintonizzati.
Cantata Anarchica – Dublino | Instagram: @cantataanarchica_dublino
Maggiori info sulla Cantata Anarchica: cantataanarchica.it
