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Trionfo al Gaiety Theatre: la Norma di Bellini conquista Dublino

Norma a Dublino
Scritto da Daniela Nicolosi

Il sipario del Gaiety Theatre si è alzato domenica 24 maggio, su uno dei vertici più esigenti e sublimi del repertorio lirico: Norma di Vincenzo Bellini, accolta da un pubblico caloroso che ha gremito la sala fino all’ultimo posto, tributando agli artisti una lunga e convinta standing ovation al termine dello spettacolo.

La nuova produzione dell’Irish National Opera si impone come uno degli eventi musicali più significativi della stagione dublinese, capace di coniugare rigore interpretativo e forza teatrale in una sintesi di grande efficacia.

Radio Dublino incontra il Maestro Benini e Diego Fasciati

Poche ore prima della prima, il direttore di Radio Dublino ha avuto il piacere di incontrare al Gaiety Theatre il Maestro Maurizio Benini e l’Executive Director dell’Irish National Opera, Diego Fasciati, raccogliendo due interviste esclusive che potete vedere integralmente nel video qui sotto, insieme ad alcune immagini delle prove e della serata di prima.

Il Maestro Benini ha parlato con grande lucidità delle sfide tecniche e interpretative di un’opera che definisce “un monumento enorme”: dalla gestione delle voci, che devono essere al tempo stesso libere e sostenute dalla tessitura orchestrale, alla questione strumentale, con gli strumenti moderni molto più sonori di quelli dell’Ottocento, il che richiede un controllo costante per non sovrastare il canto. Sul peso dell’ombra di Maria Callas, soprattutto in “Casta Diva”, Benini è stato netto: “La Callas è stata la Callas, unica e inimitabile. Ogni interprete deve trovare la propria strada, senza cercare di copiarla.” Sul rapporto con la regista Orpha Phelan ha parlato di collaborazione genuinamente positiva, pur riconoscendo che tra direzione musicale e regia scenica le divergenze di visione sono fisiologiche e, anzi, produttive. Del suo legame con l’Irlanda ha ricordato con affetto i tre anni al Wexford Festival Opera, oltre trent’anni fa, e il giro dell’isola in macchina che lo convinse ad amarla profondamente.

Diego Fasciati ha tracciato invece un ritratto appassionato della crescita dell’INO dalla fondazione nel 2018 a oggi. Ha ricordato come l’opera avesse in Irlanda radici storiche profonde, con compagnie italiane che si esibivano al Gaiety già negli anni Sessanta, e ha sottolineato come l’assenza di una sala stabile, pur rappresentando un limite infrastrutturale reale, renda la compagnia agile e orientata alla produzione. Ha evidenziato la crescita del pubblico, con Cork già sold out, e la reputazione internazionale acquisita, testimoniata proprio dalla presenza di Benini. Guardando al futuro, ha confermato l’ambizione di arrivare a quattro o cinque produzioni annue e, a lungo termine, di dotare Dublino di una vera Opera House.

Sul podio: la bacchetta di Maurizio Benini

Sul podio, il maestro Maurizio Benini ha guidato con autorevolezza l’Irish National Opera Orchestra and Chorus, offrendo una lettura raffinata e rigorosa della partitura e mettendo in luce la celebre “linea lunga” belliniana — quel canto sospeso, quasi fuori dal tempo, che richiede un controllo assoluto del respiro e del fraseggio — restituendo tutta la tensione lirica e la purezza melodica dell’opera; momento culminante della serata è stata naturalmente “Casta Diva”, accolta da applausi immediati e prolungati, così come i duetti tra Norma e Adalgisa, resi con intensa partecipazione emotiva e un notevole equilibrio vocale.

La regia: un mondo in rovina tra simboli e tensioni contemporanee

La regista Orpha Phelan firma una messa in scena austera e fortemente simbolica, scegliendo un’estetica quasi post-apocalittica che rinuncia deliberatamente a ogni sfarzo per concentrarsi sul nucleo tragico della vicenda.

Le scene e i costumi di Madeleine Boyd evocano un mondo industriale in rovina, segnato da tensioni e conflitti, dove la contrapposizione tra la rigida spiritualità dei druidi e il potere occupante romano acquista una risonanza sorprendentemente attuale, richiamando temi di identità, dominio e resistenza. Le luci fredde e taglienti amplificano il senso di isolamento e tragedia, accompagnando i personaggi in una narrazione visivamente coerente e psicologicamente incisiva.

La trama: dramma, passione e sacrificio nella Gallia romana

Composta nel 1831 per il Teatro alla Scala di Milano, Norma rappresenta uno dei vertici del belcanto romantico italiano e mette in scena una figura femminile di straordinaria complessità: ambientata nella Gallia occupata dai Romani, racconta il dramma della sacerdotessa Norma, segretamente legata al proconsole Pollione e madre dei suoi figli, che precipita in un conflitto devastante quando l’uomo si innamora della giovane Adalgisa; il finale, tra i più potenti della storia del melodramma, conduce a una catarsi tragica in cui Norma confessa pubblicamente la propria colpa e sceglie il sacrificio sul rogo, seguita da Pollione in un gesto di redenzione che suggella la loro vicenda.

Il coro: giovani talenti irlandesi protagonisti

Particolarmente apprezzata la prova del coro, composto in gran parte da giovani talenti irlandesi, capace di offrire una presenza scenica compatta e un impatto sonoro di grande intensità, contribuendo in modo determinante alla dimensione epica dell’opera fino all’epilogo, quando il devastante finale ha unito palco e platea in un applauso prolungato e partecipato.

Luciano Pavarotti Dublino

Impronte di Luciano Pavarotti di fronte al Gaiety Theatre

Le impronte di Pavarotti e il filo tra Italia e Irlanda

All’esterno del teatro, le impronte di Luciano Pavarotti incastonate nel marciapiede ricordano il legame storico tra il Gaiety Theatre e la tradizione operistica italiana, un simbolo che trova nuova vitalità in produzioni come questa e che conferma come il melodramma continui a parlare a pubblici diversi, superando confini geografici e culturali, in un dialogo ideale tra Italia e Irlanda unite da una comune sensibilità per la musica, la memoria e una sottile malinconia poetica.

Repliche e tournée: non perdere l’occasione

Le repliche sono previste mercoledì 27 e sabato 30 maggio al Gaiety Theatre, prima di proseguire la tournée a Wexford e Cork.

Lo sapevi? La Pasta alla Norma e il genio di Bellini

Una curiosità gastronomica lega l’opera alla Sicilia: la celebre Pasta alla Norma deve il suo nome proprio al capolavoro di Bellini, poiché, secondo la tradizione, il commediografo Nino Martoglio, dopo aver assaggiato il piatto a Catania, lo definì “una vera Norma”, ovvero perfetto quanto l’opera del compositore.


Collaborazione ai testi e riprese: Silvana Benedetto

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Daniela Nicolosi