Lo scorso anno, commentando il Budget 2026, vi avevo anticipato che il governo stava lavorando a un nuovo strumento di risparmio per i piccoli investitori. Con il Budget 2027, presentato in Dáil il 6 ottobre dal ministro delle Finanze Simon Harris e dal ministro della Spesa pubblica Jack Chambers, quel progetto ha finalmente numeri e una data. Il 19 ottobre il Department of Finance ha poi pubblicato il Finance (No. 2) Bill 2026, il testo legislativo che traduce in norme le misure fiscali annunciate. Non è ancora legge: deve completare l’iter in Oireachtas, che secondo il comunicato del governo dovrebbe chiudersi entro il 31 dicembre, e qualche dettaglio può ancora cambiare.
Prima di entrare nel merito dell’Investment Account, vale la pena guardare il quadro complessivo, perché alcune novità toccano direttamente buste paga, affitti e risparmi di molti di noi.
Le novità del Budget 2027
Si tratta di una manovra da circa 8,5 miliardi di euro, costruita attorno a tre temi: lavoro, famiglie e costo della vita.
Tasse sul lavoro. Dopo un anno senza modifiche agli scaglioni e ai principali crediti dell’imposta sul reddito, la soglia oltre la quale un single inizia a pagare l’aliquota del 40% sale da 44.000 a 46.500 euro, mentre per le coppie sposate con un solo reddito arriva a 55.500 euro. I principali crediti d’imposta aumentano di 125 euro ciascuno, a 2.125 euro: il personal tax credit, l’employee tax credit per i dipendenti e l’earned income tax credit, che è il suo equivalente per i lavoratori autonomi. Le aliquote restano al 20% e al 40%.
Quanto si guadagna davvero dipende dal proprio profilo. Facciamo un esempio: un dipendente single con 50.000 euro lordi l’anno, che utilizza per intero i crediti, risparmia fino a 500 euro grazie allo scaglione più alto e 250 euro grazie ai due crediti, quindi circa 750 euro di imposta sul reddito in meno. Chi guadagna meno di 46.500 euro non beneficia per intero dello scaglione, e chi non riesce a sfruttare tutti i crediti avrà un vantaggio inferiore. Le cifre di 750 euro per un lavoratore e 1.500 per una coppia citate dal governo sono quindi casi tipici, non un aumento garantito in busta paga.
USC, PRSI e salario minimo. Il tetto della fascia USC al 2% sale di 1.600 euro, a 30.300 euro, così che chi lavora a tempo pieno con il nuovo salario minimo di 14,94 euro l’ora, in vigore dal 1 gennaio 2027, resti fuori dalle aliquote più alte. Dal 1 ottobre 2027 scatta però un ulteriore aumento della PRSI di 0,15 punti percentuali, già previsto dal calendario stabilito negli anni scorsi, che assorbirà una parte del beneficio.
Casa e affitti. Il rent tax credit sale di 150 euro, a 1.150 euro per i single e 2.300 per le coppie. Chi affitta una stanza in casa propria potrà guadagnare fino a 16.000 euro esenti con il Rent-a-Room, contro i 14.000 attuali. Per chi compra o costruisce la prima casa, il rimborso massimo dell’Help to Buy passa da 30.000 a 35.000 euro: è un tetto, non un importo automatico, e restano tutti i requisiti già previsti dallo schema. Una nota meno positiva per chi ha già un mutuo: non è stata prorogata la Mortgage Interest Tax Relief, che scade a fine 2026.
Welfare, famiglie e studenti. Le tariffe settimanali del welfare, pensione statale compresa, aumentano di 10 euro, con 5 euro in più a settimana sulla Fuel Allowance. Sull’infanzia bisogna leggere bene le condizioni. Da settembre 2027 il costo massimo a carico delle famiglie scenderà da 735 a 550 euro al mese solo per i bambini fino alla senior infants, nelle strutture aderenti al Core Funding e per la fascia di assistenza tra 40 e 50 ore settimanali. Oltre le 50 ore, la fascia in cui rientrano molte famiglie di Dublino, il costo resta più alto anche nelle strutture Core Funding, e chi frequenta strutture che non aderiscono al programma non è coperto dal tetto. Ci saranno comunque riduzioni grazie al sussidio orario più alto, come ha spiegato l’Irish Times. I 200 euro al mese restano l’obiettivo politico di fine legislatura. Chi ha figli all’università noterà invece che il contributo studentesco massimo scende di 150 euro, a 2.350.
Investimenti, plusvalenze ed eredità. La capital gains tax scende dal 33% al 31% per le cessioni effettuate dal 7 ottobre 2026, con un’eccezione: le plusvalenze sui terreni edificabili restano al 33%, come precisa Revenue. Per chi ha fondi o polizze vita di investimento, l’exit tax passa dal 38% al 35% dal 1 gennaio 2027. Sul fronte di successioni e donazioni, dal 7 ottobre la soglia della Capital Acquisitions Tax per il Group A, cioè principalmente i figli che ricevono dai genitori, sale a 420.000 euro. Attenzione: non è una franchigia nuova per ogni eredità, ma un tetto cumulativo che tiene conto di tutto ciò che si è ricevuto nel tempo da quella categoria di persone, donazioni comprese.
Resta invece in piedi la deemed disposal, il meccanismo che ogni otto anni considera venduto un fondo anche se non lo avete toccato e fa scattare la tassazione. Nessuna abolizione per ora: il governo si limita a proseguire la revisione del regime per i piccoli investitori.
Come funziona l’Investment Account
Il nuovo conto sarà disponibile dal 1 luglio 2027. Si potranno versare al massimo 12.000 euro l’anno, senza alcun minimo, e i primi 50.000 euro di valore del conto sono esenti. Sulla parte che supera questa soglia si paga una tassa annua dell’1%.
L’esempio fatto dal ministro rende l’idea: se il conto vale 52.000 euro, si pagano 20 euro di tasse sui 2.000 eccedenti. È però un esempio semplificato. Secondo le indicazioni diffuse con il Budget e riprese da KPMG e Arthur Cox, il valore del conto verrà calcolato ogni giorno e l’imposta si baserà sul valore medio giornaliero dell’anno, non sul saldo del 31 dicembre. Non basta quindi scendere sotto i 50.000 euro a fine anno per non pagare nulla, e la formula esatta va letta nel testo definitivo della legge.
Il vero punto di forza è ciò che manca. Dentro il conto non si applicano le ordinarie imposte irlandesi previste dal regime degli investimenti, cioè CGT, exit tax e Dividend Withholding Tax, non esiste la deemed disposal e si può investire in azioni, obbligazioni, ETF e fondi. Eventuali ritenute applicate all’estero, per esempio sui dividendi di azioni straniere, sono un’altra questione: non è detto che il conto le elimini. Il fornitore calcola e versa le eventuali imposte irlandesi a Revenue al posto vostro. Secondo la nota esplicativa del Department of Finance che accompagna il Finance Bill, riportata dall’Irish Times, i fornitori dovranno registrarsi presso Revenue e inviare ogni anno un estratto delle imposte trattenute; se però il fornitore non trattiene quanto dovuto, l’investitore potrebbe essere chiamato a pagare direttamente.
Possono aprirlo i residenti fiscali in Irlanda dai 18 anni in su con un PPSN, con un solo conto per persona. I fornitori saranno banche, società di investimento, gestori di fondi e assicurazioni, che potranno applicare commissioni.
E per noi italiani?
La prima buona notizia è che conta la residenza fiscale, non la cittadinanza. Se siete residenti fiscali in Irlanda e avete un PPSN, il conto è aperto anche a voi. Attenzione però: vivere qui, avere un PPSN o pagare qualche imposta irlandese non coincide automaticamente con l’essere residenti fiscali, che dipende dalle regole di Revenue sui giorni di presenza nel Paese. In una coppia, ciascuno dei due potrà aprire il proprio conto, ma le soglie restano individuali: ognuno ha i suoi 50.000 euro, non c’è una franchigia familiare da gestire in comune.
Quanto ai tempi, il limite annuo ai versamenti può tenere il conto sotto la soglia esente nei primi anni, e lo stesso ministro ha detto che è improbabile pagare tasse all’inizio. Il momento in cui si superano i 50.000 euro dipenderà però anche dai rendimenti e dalle date dei versamenti: con mercati favorevoli può arrivare prima di quanto suggerisca la semplice somma dei contributi.
Rispetto a un fondo o un ETF detenuto fuori dal conto, oggi soggetto all’exit tax e alla deemed disposal, la semplificazione è evidente. Ricordo però che il trattamento fiscale dei fondi in Irlanda dipende anche dalla loro tipologia e dal Paese in cui sono domiciliati: Revenue distingue, per esempio, tra fondi esteri “equivalenti” e “non equivalenti”, come spiega il suo manuale sui fondi offshore, con regole ulteriori dedicate agli ETF. Non tutti i fondi esteri sono tassati allo stesso modo.
C’è poi una differenza di logica da capire bene. Fuori dal conto la tassazione dipende dallo strumento e può riguardare redditi, plusvalenze realizzate e guadagni presunti tramite deemed disposal; dentro, oltre i 50.000 euro, si paga l’1% sul valore, anche negli anni in cui i mercati scendono. Un’imposta annua sul patrimonio e una tassa sulle plusvalenze realizzate non si confrontano guardando solo le aliquote: contano rendimento, durata dell’investimento, soglia esente e rinvio della tassazione. Per molti piccoli risparmiatori, che resteranno a lungo sotto la soglia, il conto sarà probabilmente molto conveniente, ma non è una regola valida per tutti.
E non dimenticate le commissioni, che contano quanto le tasse: una commissione annua dell’1% su un conto da 40.000 euro costa 400 euro, anche quando l’imposta è zero. Confrontare i costi dei fornitori sarà fondamentale.
Se un giorno tornate in Italia
È la domanda che mi fanno più spesso. Il Finance Bill disciplina anche alcune situazioni particolari, come i trasferimenti tra fornitori e i cambi di residenza, e sarà importante leggerne i dettagli e le guide di Revenue quando saranno pubblicate. Ma c’è un punto che vale fin da ora: le agevolazioni sono irlandesi e non si può dare per scontato che il fisco italiano le riconosca. Chi torna a essere residente fiscale in Italia mantenendo il conto dovrà con ogni probabilità indicarlo nel quadro RW della dichiarazione e potrebbe dover pagare l’IVAFE sulle attività finanziarie estere, oltre alla tassazione italiana sui redditi. È un caso da valutare con un commercialista prima del rientro.
Il rischio resta, anche senza tasse
Un’avvertenza importante. L’Investment Account non è un conto deposito: i soldi restano disponibili, ma sono investiti, e il valore può scendere. Lo stesso Harris ha ricordato che depositi e prodotti di risparmio garantiti dallo Stato, come quelli di State Savings, restano la scelta giusta per molte persone e molti scopi, come ha riportato RTÉ. La convenienza fiscale non elimina il rischio degli strumenti acquistati. Se i soldi vi serviranno tra uno o due anni, per esempio per l’anticipo di una casa, una forte discesa dei mercati proprio in quel momento potrebbe costarvi cara. Il conto ha più senso per obiettivi di medio e lungo periodo, scegliendo investimenti coerenti con la data in cui prevedete di usare il capitale.
Dove si colloca rispetto alla pensione
Chi ha letto i miei articoli precedenti sa che considero la pensione integrativa un mattone fondamentale di qualsiasi strategia. Se il vostro datore di lavoro versa contributi aggiuntivi a un fondo pensione aziendale, in genere meritano la priorità, tenendo conto però della liquidità che vi serve per gli imprevisti e di eventuali debiti costosi da estinguere prima.
Va poi distinto tra i due sistemi. Nei fondi pensione tradizionali e nei PRSA i contributi personali possono beneficiare dell’agevolazione sull’imposta sul reddito, entro i limiti previsti, e per chi paga l’aliquota del 40% il vantaggio fiscale è difficile da battere. Nell’auto-enrolment, MyFutureFund, il meccanismo è diverso: i vostri versamenti non godono di questa agevolazione, ma lo Stato aggiunge 1 euro ogni 3 versati da voi, oltre al contributo del datore di lavoro.
Il vantaggio dell’Investment Account è la flessibilità: i soldi non restano bloccati fino alla pensione. Per molti di noi la combinazione più sensata potrebbe essere la pensione da una parte e il nuovo conto dall’altra, con un piano di accumulo mensile anche modesto, sempre tenendo presente il proprio orizzonte temporale.
In sintesi
Il Budget 2027 non è rivoluzionario, ma per chi lavora e risparmia in Irlanda porta qualche euro in più in busta paga, un sostegno a chi è in affitto e uno strumento di investimento più semplice e fiscalmente interessante. Il mio consiglio è di usare questi mesi fino a luglio per informarsi, confrontare le offerte e le commissioni dei fornitori quando saranno disponibili e decidere con calma quanto destinarvi.
Come sempre, questo articolo ha uno scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale personalizzata. Per scelte importanti, soprattutto se avete redditi o patrimoni in più Paesi, è bene parlarne con un consulente qualificato.
Per approfondire: Citizens Information sul Budget 2027, testo del Finance (No. 2) Bill 2026, scheda KPMG sull’Investment Account.
