Giovedì e venerdì scorsi, 17 e 18 settembre, è stata conferita la cittadinanza irlandese ad oltre 5600 candidati di circa 138 nazionalità diverse. Sei le cerimonie che si sono svolte a Dublino, presso il Convention Center, per la durata di poco meno di un’ora ciascuna – più una lunga coda per la registrazione di quasi un’altra ora. Le nazionalità nella top ten per questa tornata sono state Pakistan (858), India (716), Siria (425), seguite da Brasile (397), Afghanistan, Polonia, Regno Unito (246), Somalia, Romania e Filippine.
Tra le persone che hanno prestato giuramento c’ero anch’io. Dopo oltre un anno di documenti, attese e comunicazioni, vi racconto com’è andata e perché ho scelto di chiedere la cittadinanza irlandese.
La cerimonia a Dublino
Alla cerimonia presenzia un rappresentate del governo: giovedì 17 è stato Colm Brophy, attuale Minister of Justice, Home Affairs and Migration con Frank Feighan, del dipartimento delle Spesa Pubblica, Infrastrutture e Public Service Reform, venerdì 18 Jim O’Callaghan, Ministro della Giustizia. In entrambe le date, il giudice Paddy McMahon ha amministrato il giuramento e conferito la cittadinanza. Ciascun candidato può portare un accompagnatore e non sono ammessi (ufficialmente) bambini. Viene condiviso un link via QRcode e email per seguire l’evento in streaming. Dopo aver completato la registrazione e firmato il documento di giuramento alla presenza di un funzionario – che verifica l’identità del candidato, che lo stesso abbia effettivamente ricevuto l’invito e si sia presentato nella data e orario giusti, si riceve un foglio informativo su come richiedere il passaporto, una spilletta con la bandiera irlandese ed un opuscolo informativo per seguire la cerimonia, compreso il testo dell’inno, in gaelico, con traduzione in inglese e, con mia immensa gioia, la trascrizione fonetica. É presente anche la banda che esegue pezzi di musica tradizionale irlandese e quella dell’inno nazionale. Giovedì era presente anche una musicista che ha suonato l’arpa, strumento musicale simbolo della nazione.
Le cerimonie sono la parte conclusiva del processo di naturalizzazione che, a seconda dei casi, può essere più o meno lungo e/o tortuoso. Vi racconto il mio.
Il mio percorso verso la cittadinanza
Mi sono decisa ad avviare la procedura, che rimandavo da tempo, a inizio maggio dell’anno scorso. A metà settembre ho ricevuto richiesta di documenti aggiuntivi, inviati a inizio ottobre. A inizio marzo 2026 è arrivata la conferma per avviare il Garda Vetting, completato (con disclosure made) dopo circa 3 settimane. Quindi la mia pratica è passata allo stato “referred for decision” ossia decisione finale rimandata al ministro dell’immigrazione. A giugno ho ricevuto la lettera con l’ “intention to grant” e l’invito al pagamento della parte più corposa. Una volta completato il pagamento, inizia l’attesa dell’invito alla cerimonia per prestare il giuramento di fedeltà alla nazione. Ho quindi ricevuto e confermato l’invito per la cerimonia di settembre verso la fine di agosto, con circa un mese di anticipo rispetto alla data assegnata. Per la precisione, 1 anno, 4 mesi e 14 giorni.
In molti mi hanno chiesto perché ho deciso di chiedere la cittadinanza irlandese, compresi diversi amici irlandesi considerato di avere già un passaporto europeo, comunque più forte rispetto a quello irlandese.
Le mie motivazioni personali sono state perché mi è sembrato giusto, dopo una permanenza di lungo termine, sia per una forma di riconoscenza alle opportunità che l’Irlanda mi ha offerto e per poter dare un contributo civico attivo partecipando alle elezioni governative, avendo voce in capitolo sul governo che legifera (anche sulle mie tasse). Le motivazioni e i percorsi sono diversi per ciascuno. Anche Mauro e Chiara hanno raccontato a Radio Dublino la loro esperienza, parlando della scelta di diventare cittadini irlandesi, dei tempi e dei passaggi affrontati.
Dopo quanto successo con la Brexit, e senza necessariamente prevedere scenari apocalittici, il “vantaggio” di essere cittadini del Paese, in caso di Irexit, ad esempio, sarebbe certamente il risparmiarsi qualche bega burocratica in primis, e probabilmente anche qualche spesa. Altro aspetto è il fatto che, grazie agli accordi di libera circolazione per la continuità territoriale con UK, avere la cittadinanza irlandese si traduce nel non aver bisogno di ETA, né di visti per lavorare nel Regno Unito. In ultimo, e nemmeno troppo, la burocrazia irlandese è ahimè molto meno macchinosa di quella italiana, e di quella degli italiani residenti all’estero.
Requisiti, costi e tempi: alcune informazioni utili
La cittadinanza irlandese si può acquisire attraverso percorsi diversi; quello che ho seguito io è la naturalizzazione per residenza. Per la domanda ordinaria, al momento occorre dimostrare un anno di residenza continuativa immediatamente prima della richiesta e altri quattro anni negli otto precedenti, presentando le relative prove documentali. Quest’ultimo punto l’ho trovato un po’ fuorviante: nel mio caso, ad esempio, avendo fatto richiesta ad anno in corso, non avevo inserito i documenti per il 2025, che poi mi sono stati richiesti. Un altro fattore che potrebbe leggermente rallentare i vari step è il formatting dell’indirizzo, ad esempio, nella fase del Garda Vetting. Bisogna ricopiare pedissequamente l’indirizzo nello stesso formato così come indicato nella corrispondenza (fatti apparentemente stupidi, del tipo Apt piuttosto che Apartment, o invertire la prima con la seconda riga dell’indirizzo, sono causa di rifiuto e bisogna ripetere lo step). Bisogna munirsi di certificato di nascita e, per chi è sposato, quello di matrimonio, farsi autenticare una copia del passaporto in corso di validità da un Solicitor o Commissioner of Oaths e fornire i nominativi di almeno 3 cittadini irlandesi da poter contattare per garantire il “good character” del candidato.
Il costo amministrativo è di 1.125 euro, 175 da corrispondere in prima battuta e non rimborsabili anche ove la pratica fosse respinta, e 950 da versare al ricevimento della lettera di Intention to Grant. Per una panoramica dei passaggi, leggi anche la nostra guida alla cittadinanza e al passaporto irlandese.
Una volta conclusa la cerimonia, dopo il giuramento di fedeltà, bisogna attendere circa 6 settimane per ricevere il certificato di naturalizzazione che permette di poter richiedere poi il passaporto. L’invito alla cerimonia si può rifiutare massimo 3 volte (può capitare che una volta ricevuto l’invito non si possa essere presenti) ma non si può scegliere la località. Il luogo delle cerimonie si alterna solitamente tra Dublino e Killarney, dove si erano svolte quelle di Giugno 2026 e quelle di Dicembre 2025.
I requisiti per la naturalizzazione potrebbero cambiare a breve. É al momento in discussione la proposta di modifica della legge che renderebbe più restrittivi i requisiti: i cambiamenti maggiori incidono sulla durata minima richiesta di residenza che passerebbe da 5 ad 8 anni, l’aggiunta di un accertamento linguistico (inglese o gaelico) e/o un esame di cultura, e la dimostrazione di avere un salario tale da poter essere autosufficienti. É alquanto verosimile che le modifiche proposte verranno approvate entro la fine dell’anno. Sarà da vedere quali saranno i requisiti aggiornati e come si ripercuoteranno sul numero delle domande e sulle candidature già in corso.
