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La riforma pensionistica irlandese: auto-enrolment (“My Future Fund”)

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Scritto da Federico Sidero

Se vivi e lavori a Dublino ma hai alle spalle anni di contributi in Italia, probabilmente ti sei fatto questa domanda almeno una volta: cosa succederà alla mia pensione? I contributi versati in Italia andranno persi?

La risposta è no, ma c’è un dettaglio importante: dovrai essere tu a gestire attivamente la tua posizione previdenziale. Nessuno lo farà al posto tuo.

Con l’introduzione, dal 1° gennaio 2026, del nuovo sistema pensionistico irlandese My Future Fund, il quadro si arricchisce di nuove opportunità, ma anche di nuove responsabilità. Ecco una guida pratica per proteggere il tuo futuro economico.

Come funzionano i contributi versati in più paesi UE

Grazie ai Regolamenti europei 883/2004 e 987/2009, i contributi pensionistici versati in diversi Stati membri non vanno persi. Il principio è chiaro: ogni paese verserà la propria quota di pensione in base agli anni effettivamente lavorati sul suo territorio.

Attenzione però: i contributi vengono totalizzati per verificare se hai diritto alla pensione, ma restano separati nel calcolo dell’importo finale. In altre parole, l’INPS pagherà per i tuoi anni italiani, il Department of Social Protection irlandese per quelli irlandesi.

Cosa fare se hai lavorato in Italia

Anche se sono passati anni dall’ultimo giorno di lavoro in Italia, i tuoi contributi sono ancora lì e contano. Il primo passo è verificare che tutto sia registrato correttamente:

  • Accedi al portale INPS e controlla la tua posizione contributiva
  • Verifica che tutti i periodi lavorativi risultino nell’archivio
  • Conserva contratti di lavoro, CUD, buste paga e certificazioni

Un errore comune è pensare che “pochi anni non contano”. Falso: ogni mese versato entra nel calcolo della tua pensione futura.

Il sistema pensionistico irlandese: cosa cambia dal 2026

L’Irlanda ha un sistema a due livelli, ed è fondamentale non confonderli:

1. La State Pension (pensione statale)

È basata sui contributi PRSI versati durante la carriera lavorativa. L’età pensionabile è attualmente fissata a 66 anni, ma l’importo che riceverai dipende dalla durata della tua carriera contributiva irlandese. Se hai periodi scoperti, l’importo sarà proporzionalmente ridotto.

2. My Future Fund: la nuova pensione complementare obbligatoria

Dal gennaio 2026 è entrato in vigore il sistema di auto-enrolment, un fondo pensionistico complementare che coinvolge automaticamente:

  • Lavoratori dipendenti tra i 23 e i 60 anni
  • Con reddito lordo annuo superiore a €20.000 (anche sommando più lavori)
  • Che non partecipano già a un fondo pensionistico aziendale

Il meccanismo è semplice ma efficace: tre soggetti contribuiscono al tuo fondo pensione:

  • Tu come lavoratore (1,5% nei primi tre anni)
  • Il tuo datore di lavoro (1,5%)
  • Lo Stato irlandese (0,5%)

Nel tempo, queste percentuali cresceranno gradualmente fino a raggiungere circa 6% + 6% + 2% nell’arco di dieci anni.

Dettaglio importante: questa pensione complementare non sostituisce la State Pension, ma la integra. Il fondo resta tuo anche se cambi lavoro o lasci l’Irlanda, grazie al meccanismo “pot-follows-member” (il salvadanaio ti segue).

I contributi al My Future Fund non sono deducibili fiscalmente come avviene per altri schemi pensionistici privati, e il contributo totale (datore + Stato) è limitato alla parte di salario fino a €80.000 annui.

Come funziona la pensione se hai lavorato in entrambi i paesi

Quando arriverà il momento di andare in pensione, dovrai presentare la domanda nel paese in cui risiedi. L’ente pensionistico si occuperà di contattare automaticamente l’altro Stato UE per coordinare le pratiche.

Questo non significa che la domanda irlandese fa partire automaticamente anche la pensione italiana.

Le regole UE (Regolamenti 883/2004 e 987/2009) prevedono che:

  • quando fai una domanda di pensione in uno Stato membro, l’ente di quel paese contatta gli altri Stati membri dove hai contributi per ottenere il tuo storico contributivo;
  • questo serve solo per il calcolo complessivo dei requisiti, non per aprire automaticamente una pratica di pensione negli altri Paesi;
  • quindi non è automatico che l’INPS inizi la pratica italiana solo perché hai fatto domanda in Irlanda; devi comunque presentare **una domanda separata all’INPS quando e se vuoi. 

Per chiarire con un esempio:

  • Fai domanda di pensione in Irlanda al compimento dell’età pensionabile
  • L’Irlanda, per calcolare se hai diritto, invia una richiesta di informazioni contributive all’INPS.
  • L’INPS non apre automaticamente una pratica pensionistica italiana.

Per ottenere la pensione italiana devi:

  • fare domanda formale all’INPS quando raggiungi i requisiti italiani.

Il risultato? Riceverai due pensioni separate, ciascuna calcolata dal rispettivo paese in base agli anni contributivi maturati:

Esempio pratico:

  • Hai lavorato 10 anni in Italia → riceverai una pensione dall’INPS
  • Hai lavorato 20 anni in Irlanda → riceverai una pensione dal Department of Social Protection

Insieme, queste due pensioni formano il tuo reddito pensionistico complessivo.

Stai pensando di lasciare l’Irlanda? Fai prima questi controlli

Se hai intenzione di rientrare in Italia o trasferirti altrove, ci sono alcune verifiche fondamentali da fare:

  • Controlla il tuo PRSI record sul portale MyWelfare.ie
  • Accedi al portale del My Future Fund e verifica che il tuo pension pot sia correttamente intestato
  • Conserva tutti i dati di accesso e i riferimenti ufficiali
  • Non chiudere il fondo: resta tuo ovunque tu vada

Il tuo pension pot irlandese ti seguirà anche se lasci il paese. Non c’è bisogno di ritirarlo o chiuderlo prematuramente: continuerà ad accumularsi e potrai accedervi quando andrai in pensione, indipendentemente da dove vivrai.

Gli errori più comuni (e come evitarli)

Molti expat italiani commettono gli stessi sbagli quando si tratta di pensioni internazionali:

  • Pensare che pochi anni in Italia “non servano a nulla”
  • Non controllare regolarmente i contributi PRSI
  • Non conservare i documenti di lavoro e i contratti
  • Confondere la State Pension con il My Future Fund
  • Fare opt-out dal sistema irlandese senza informarsi sulle conseguenze
  • Non pianificare prima di rientrare in Italia

Opt-out: una scelta da ponderare

Il sistema My Future Fund prevede la possibilità di uscire dopo almeno 6 mesi di iscrizione. In quel caso riceverai indietro solo i tuoi contributi personali, ma non quelli del datore di lavoro né dello Stato.

Se non partecipi ad altri piani pensionistici, sarai re-iscritto automaticamente ogni due anni. Prima di fare opt-out, chiediti: sto davvero rinunciando a soldi gratis?

Consigli pratici per gestire la tua pensione da expat

  • Crea un archivio personale pensionistico digitale con tutti i documenti e gli accessi ai portali
  • Controlla la tua posizione contributiva ogni 1-2 anni, sia in Italia che in Irlanda
  • Prima di scegliere l’opt-out dal My Future Fund, valuta attentamente: stai rinunciando a contributi gratuiti dal datore e dallo Stato
  • Se hai una carriera lavorativa complessa tra più paesi, considera una consulenza previdenziale internazionale

I tuoi contributi pensionistici sono protetti dalle normative europee, ma spetta a te gestirli attivamente. Controlla regolarmente la tua posizione, conserva i documenti e informati prima di prendere decisioni che potrebbero influenzare il tuo futuro economico.

Pianificare adesso significa vivere più serenamente domani, anche se il pensionamento sembra ancora lontano. E ricorda: ogni anno di contributi conta, sia in Italia che in Irlanda.

Risorse utili

  • Italia: Portale INPS (www.inps.it)
  • Irlanda: MyWelfare.ie per i contributi PRSI
  • My Future Fund: Informazioni sul sito del Department of Social Protection
  • Europa: Your Europe (europa.eu/youreurope) per le pensioni internazionali

Discalimer – Per informazioni specifiche sulla tua situazione personale, consulta un consulente previdenziale specializzato in pensioni internazionali.

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