Antoni O’Breskey (Antonio Breschi) è compositore, pianista, trombettista e scrittore fiorentino con radici argentine, adottato in Irlanda. Consuelo Nerea Breschi è sua figlia: violinista, cantante e percussionista, irlandese d’adozione dal 2014. In occasione dei 50 anni dal primo disco di Antonio, padre e figlia sono stati ospiti di Maurizio Pittau e Kristina Tomic per una conversazione che attraversa continenti, linguaggi musicali e generazioni.
Temi affrontati
- Le origini e il jazz: l’infanzia di Antoni a Firenze, il pianoforte classico a tre anni, i soggiorni negli anni Settanta in Alabama e Louisiana alla ricerca delle radici del blues, e la sua teoria sul jazz come punto d’incontro tra la musica degli emigranti irlandesi e quella africana.
- L’Irlanda come casa: le collaborazioni con Ronnie Drew dei Dubliners, Máirtín O’Connor di De Dannan e Cathy Jordan di Dervish. Gli album “Ode to Ireland”, “Irish Meditation” e “Al Kamar”, prima fusione registrata tra tradizione irlandese, flamenco e musica del Maghreb. Il capitolo Riverdance e la questione del credito artistico.
- La Nomadic Piano Collection: oltre 35 album costruiti come un diario di viaggio tra culture e collaboratori scelti per affinità umana, con l’obiettivo dichiarato di sgonfiare l’etnocentrismo della musica classica occidentale.
- Consuelo: il fiddle e l’identità: la formazione con Martin Hayes e Caoimhín Ó Raghallaigh, i progetti The Morning Tree e Varo, duo con la violinista francese Lucie Azconaga. Cosa significa suonare musica irlandese da italiana.
- Famiglia e palco: quando si smette di essere padre e figlia e si diventa soltanto due musicisti.
Scopri la loro musica: nomadicpianoproject.com | varodublin.com
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