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A Wild Inhabitation – il nuovo album di Antoni O’Breskey e Consuelo Nerea Breschi

Scritto da Carmen Carmignano

Lo scorso giovedì 22 ottobre, alla National Concert Hall, nell’ambito del Metronome Festival, Antoni O’Breskey e Consuelo Nerea Breschi hanno presentato il loro ultimo lavoro “A wild inhabitation”. L’album, uscito lo scorso 16 ottobre, è opera corale di padre e figlia, entrambi polistrumentisti, e del loro progetto Nomadic Piano Project, che include la collaborazione di diversi altri musicisti tra cui Ultan O’Brien, Ross Chaney, Davide Viterbo, Ricky Turco, Brenda Castles, Esteban Schmidt, Alex Borwick e Giorgio Vendola.

Artista e musicista poliedrico, Antonio ha festeggiato quest’anno il 50° anniversario di una carriera unica e sempre in continua evoluzione. Alla NCH erano già stati ospiti lo scorso luglio, registrando il tutto esaurito. Originario di Firenze, il musicista è stato da sempre un pioniere della fusione tra tradizione e sperimentazione. La sua musica unisce la linea classica al folk irlandese, contaminandosi con jazz e musica etnica (flamenco, ritmi latini e orientaleggianti), minimalismo ed elettronica. L’innovazione e l’originalità della sua produzione restano facilmente riconoscibili negli oltre 300 brani composti.

12 le tracce dell’album presentato per una durata complessiva di 55’, sono già disponibili su Spotify e Deezer e per l’acquisto su BandCamp, sia in formato digitale che CD in edizione limitata. Nella saletta “Studio” di NCH, gremita, la sensazione è stata di essere accolti nel salotto di casa Breschi: un’atmosfera intima e accogliente per poi iniziare un viaggio spazio temporale sulle loro melodie. Sia Antonio che Consuelo hanno arricchito la serata con note personali sui brani eseguiti. Diversi i temi contenuti, dal concetto di “dimora” – dal titolo stesso dell’album – intesa come luogo non solo fisico ma anche da un punto di vista intimista e introspettivo, alla riflessione su temi di attualità come la tragedia umana dei conflitti bellici con i brani strumentali “Napoleon crossing the Alps” e “Bonaparte crossing the Rhine”.

Consuelo, voce per Month of January, Lowlands of Holland, Blackwaterside e Arriba Quemando el Sol / Atacama Reel, ha descritto come e quando ha imparato la prima, pezzo della cantante tradizionale Irlandese Dolores Keane, e la similitudine con il tema dell’abbandono e le vicende familiari di emigrazione, abbandono e, nel loro caso, di felice ricongiungimento tra il trisavolo e la figlia conosciuta solo dopo ben 17 anni. Consuelo, cantautrice e violinista, è una musicista riconosciuta nel panorama musicale folk Irlandese contemporaneo. È co-fondatrice delle band VARO e The Morning Tree, oltre ad aver suonato con altri gruppi tra cui Ye Vagabonds, Landless e Rattling Ark.

Sul palco con loro anche Kevin Murphy (violoncello), Paahto Cummins (banjo/mandolino), Tom Mulrooney (contrabbasso), Barry Carroll (salterio a percussione) e Matthew Jacobson (batteria). In apertura Lizzy Murthough, anch’ella cantautrice polistrumentista, originaria californiana e una delle figure della scena musicale alternativa e contemporanea irlandese.

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Carmen Carmignano