Eventi News

Dublin Theatre Festival 2025

Dublin Theatre Festival 2025
Scritto da Carmen Carmignano

Un’edizione all’insegna dell’inclusività, quella del Dublin Theatre Festival 2025, che inizia giovedì 25 settembre.

Ventinove gli spettacoli in scena fino al 12 ottobre, di cui 5 della rassegna di teatro per bambini, in 16 teatri diversi in centro città, Tallaght, Ballymun, Blanchardstown e Dun Laoghaire in lingue diverse e con attori diversamente abili a calcare le scene.

Due le rivisitazioni di classici shakespeariani: Hamlet, recitato in spagnolo da 8 attori affetti da sindrome di Down (durata 1h 35’, 30-40€) e sottotitolato in inglese, e Macbeth, visto in chiave “irlandese” a celebrazione dei 50 anni di attività della compagnia “Druid” di Galway (2h 20’, 21.50-51.50€). Un altro classico del teatro greco, la trilogia di Edipo, è l’ispirazione di “The boy: a two-play theatrical event” – diviso in due spettacoli, acquistabili anche come spettacoli singoli (durata 2h 30’, 15-55€ per spettacolo).

“Three sisters” è l’adattamento di Ciara Elizabeth Smyth dell’opera di Chekov in chiave contemporanea (durata 2h 30’, 16.50-46.50€). Checkhov, con la sua opera Il gabbiano, è ispirazione anche per “Konstantin” in scena al Project Arts Centre durata 90’, 23-33€). A dispetto del titolo, non si tratta di una nuova versione dell’opera di Collodi, il “The making of Pinocchio” che narra l’esperienza autobiografica della transizione di genere di uno degli autori ed attori (durata 90’, 33€).

Quattro opere brevi di Samuel Beckett verranno recitate in gaelico per “Beckett sa Chreig: guth na  mban” (durata 70’, 23-28€). Le altre lingue rappresentate sono il francese con Whitewahing, sull’esperienza di donne di colore in Francia (durata 80’, 28€), l’ucraino con la rivisitazione dell’opera di Camus “Caligula” (durata 80’, 10-33€), e il polacco con “Pieces of a woman” sul tema dell’aborto spontaneo (durata 2h 15’, 30-40€).

Da non perdere: “The Sound Inside” di Adam Rapp, finalista al premio Pulitzer e nominato a 6 Tony Awards 2020 tra cui migliore spettacolo, porta per la prima volta in Irlanda l’opera, acclamata dalla critica, che affronta la tematica delicata del suicidio assistito (durata 85’, 25-35€);

“What are you afraid of?” che segna il ritorno alla recitazione dell’attore Peter Hanly. L’attore affronta la paura da palcoscenico vissuta nel 2011 che, nel giro di un anno, lo aveva portato ad allontanarsi dai teatri (durata 90’, 23-33€).

“Deaf republic”, performance mista in inglese, lingua dei segni, sottotitoli e muta, recitata da attori normodotati e non udenti, adattamento dell’opera omonima dell’autore americo-ucraino Ilya Kaminsky, narra di territori occupati in cui un ragazzo sordo viene assassinato per aver disobbedito ad ordini che non poteva sentire e il giorno successivo la città intera di sveglia priva dell’udito (durata 90’, 25-35€).

“Nowhere” dell’attore e attivista Khalid Abdalla, che affronta il tema attuale della violenza nella striscia di Gaza, ispirandosi al coinvolgimento in prima persona alla rivoluzione egiziana del 2011, attraverso una storia di colonialismo, amicizia e perdite, proteste e rivoluzioni contro i regimi del mondo contemporaneo (durata 90’, 33€). Gran parte degli spettacoli sono interpretati nella lingua dei segni o prevedono dispositivi per l’audiodescrizione.

Tra gli spettacoli per bambini (e per gli adulti che non si sono dimenticati di esserlo stati) segnaliamo il viaggio de “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry (durata 60’, 16-18.50€). I biglietti sono acquistabili sul sito del festival e ai botteghini dei rispettivi teatri. Sono previste riduzioni per under 30, disoccupati e artisti freelance

Author

Riguardo all'autore

Carmen Carmignano