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Citywest: due notti di violenza riaccendono le tensioni sull’immigrazione

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Scritto da Redazione

Saggart, Contea di Dublino – Le serate del 21 e 22 ottobre hanno trasformato i dintorni del centro di accoglienza IPAS presso l’hotel Citywest in un teatro di scontri che hanno lasciato tre agenti feriti e provocato 30 arresti. Centinaia di persone hanno attaccato le forze dell’ordine con bottiglie, pietre, fuochi d’artificio e persino mattoni strappati dal muro del complesso residenziale di Melbury Oaks.

Prima notte: “90 minuti di follia”

“Questa è l’Irlanda, questo è il nostro paese, buttateli fuori”, urlava una donna attraverso un megafono, incitando i rivoltosi ad attaccare le linee della Garda. Per quasi due ore, martedì sera, fino a 1.000 persone hanno assediato il centro, lanciando ogni tipo di missile contro gli agenti.

La scena era surreale e inquietante. Un cavallo con un sulky è stato spinto contro le linee della polizia, l’animale visibilmente in preda al panico. Alcuni manifestanti hanno fermato un camion di passaggio, rubando dal cassone attrezzi da lavoro – pale, rastrelli e un forcone – da usare come armi.

Bidoni della spazzatura sono stati dati alle fiamme, il contenuto di cassonetti industriali – principalmente bottiglie di vetro – è stato saccheggiato e scagliato contro le unità antisommossa. L’elicottero della Garda illuminava la scena dall’alto mentre lo spray al peperoncino saturava l’aria.

Il momento simbolo della perdita di controllo è arrivato quando un nuovo furgone dell’unità di ordine pubblico è stato dato alle fiamme, un’immagine che ha richiamato i peggiori momenti della rivolta di Dublino del novembre 2023, di cui Radio Dublino ha ampiamente documentato le conseguenze (video qui).

La risposta della Garda

Ma questa volta è stato diverso. Dopo circa 90 minuti di caos, linee ben addestrate di agenti hanno preso posizione e in meno di 30 minuti hanno diviso il gruppo di manifestanti e sedato i disordini. Una dimostrazione di come la Garda abbia imparato dalle lezioni del passato.

Gli agenti hanno utilizzato spray al peperoncino più grandi e potenti, alcuni grandi quanto estintori, per colpire i rivoltosi. Poco prima delle 21:30, un folto gruppo di agenti antisommossa è apparso su Garter Lane, dalla direzione di Saggart, avanzando verso la folla con dietro l’unità a cavallo, il cannone ad acqua della Garda e un enorme convoglio di veicoli.

Gli agenti hanno corso contro la folla, dispiegando spray al peperoncino e spingendo i rivoltosi a circa 200 metri dai cancelli del centro IPAS verso un incrocio, dove la folla si è dispersa in varie direzioni. Verso le 22, solo un piccolo numero di irriducibili rimaneva sul posto.

Seconda notte: la violenza continua

Mercoledì sera, circa 500 persone si sono nuovamente radunate a Citywest. L’operazione di polizia è iniziata poco prima delle 19, con gli agenti che hanno impedito ai manifestanti di radunarsi in grandi numeri per formare una massa critica.

Tre membri della Garda sono stati ricoverati in ospedale: uno colpito alla testa con una bottiglia, altri feriti al polso, all’avambraccio e uno ha subito una lussazione alla spalla. Molti manifestanti erano i cosiddetti “rivoltosi ricreativi” – adolescenti e giovani adulti con i volti coperti e cappucci, che viaggiavano su e-scooter e biciclette.

Più di 300 agenti sono stati coinvolti nell’operazione, inclusi 150 in divisa e 120 dell’unità di ordine pubblico, insieme alle unità a cavallo, cinofile e di supporto aereo. Il cannone ad acqua era in standby ma non è stato utilizzato.

Nel complesso, 23 persone sono state arrestate la seconda notte, portando il totale a 30 arresti nelle due serate.

La miccia: violenza sessuale e social media

La protesta è stata innescata da un episodio di violenza sessuale lunedì ai danni di una bambina irlandese di 10 anni in affidamento a Tusla, avvenuto nei terreni adiacenti al centro IPAS di Citywest. Un uomo di 26 anni è comparso martedì davanti al tribunale distrettuale di Blanchardstown, accusato dell’aggressione.

Ma la violenza è stata orchestrata e pianificata online. Durante tutta la giornata una “protesta” era stata pubblicizzata sui social media e su app di messaggistica come WhatsApp e Telegram. Il sovrintendente capo Michael McNulty ha descritto l’evento come “un raduno pubblico organizzato da gruppi disparati sui social media che fomentano odio e violenza e incoraggiano altri a partecipare”.

La Garda ha affermato che la pubblicità era stata generata da “gruppi disparati… che fomentano odio e violenza e incoraggiano e attraggono altri a partecipare”.

“Thuggery”: le parole delle autorità

Il Commissario della Garda Justin Kelly, in carica da appena un paio di mesi, non ha usato mezzi termini: “Questa era una folla intenta alla violenza contro i gardaí. Ovviamente non si è trattato di una protesta pacifica. Le azioni di questa sera possono essere descritte solo come teppismo”.

Kelly ha avvertito che “i giovani maschi influenzati da contenuti online sono quelli che finiscono in prigione. Decisioni sconsiderate possono influenzare il corso del vostro futuro”.

Il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha elogiato la Garda per la sua risposta alla “violenza teppistica”, promettendo che gli arrestati “saranno accusati, nominati e trattati senza sosta dal nostro sistema di giustizia penale”.

Anche l’arcivescovo cattolico di Dublino, Dermot Farrell, ha descritto le scene come “teppismo”, affermando che “odio e violenza non risolveranno i problemi che abbiamo nel nostro paese”.

Voci dal territorio

Mary O’Connor, residente di Saggart a pochi metri dal centro, racconta: “Quando ho sentito i botti pensavo fosse un’esercitazione, poi ho visto le fiamme. Ho paura che la gente inizi a prendersela con chi vive nel centro, che in realtà non c’entra niente. Queste cose spaventano tutti, anche i bambini”.

Liam Byrne, rappresentante locale della Garda Síochána, è categorico: “Non possiamo chiamarla protesta. È stato un attacco coordinato, alimentato da disinformazione. Seguiranno ulteriori arresti”.

Dr. Aoife Kelly, sociologa del Trinity College Dublin, inquadra l’episodio: “Questo mostra un’evoluzione preoccupante: la fusione tra rabbia locale, disinformazione online e mancanza di fiducia nelle istituzioni. Serve una risposta che non sia solo di polizia, ma anche di dialogo e informazione”.

Un fenomeno non nuovo

Citywest non è un caso isolato nel panorama irlandese. Come abbiamo documentato nei nostri precedenti servizi sulle proteste contro gli immigrati in Irlanda e sulla rivolta di Dublino, le tensioni legate all’accoglienza dei richiedenti asilo hanno attraversato il paese negli ultimi anni.

I nostri reportage video (qui e qui) hanno raccontato come la combinazione tra disagio sociale, percezione di insicurezza e narrativa anti-immigrazione possa generare esplosioni di violenza.

La risposta rafforzata della Garda

Gli agenti della Garda avevano informazioni che la violenza era stata pianificata e hanno emesso una chiamata due ore prima dell’inizio della protesta ai membri addestrati all’ordine pubblico fuori dalla regione di Dublino perché si presentassero in servizio se disponibili. Agenti da Kildare, Laois, Wicklow, Wexford e Waterford hanno risposto e si sono recati a Citywest.

Sono stati dispiegati quasi 300 agenti, inclusi 125 membri in divisa e 150 in equipaggiamento di ordine pubblico, insieme all’unità cinofila e all’unità a cavallo. Per la prima volta, la Garda ha dispiegato il proprio cannone ad acqua, acquistato dopo le rivolte nel centro di Dublino due anni fa, anche se non è stato utilizzato poiché i manifestanti si sono dispersi davanti all’avanzata degli agenti.

Alcuni residenti locali hanno dichiarato che le loro case sono rimaste senza corrente dopo che le scatole dei contatori sono state danneggiate quando i mattoni sono stati rimossi per essere usati come missili.

Cosa succede ora

Le indagini proseguono per identificare tutti i responsabili. Tusla ha dichiarato di aver messo in atto ulteriore supporto familiare e servizi di consulenza e ha aperto una linea di assistenza per le persone della zona con preoccupazioni relative alla protezione dei minori (1800 805 665, attiva dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17).

Il centro IPAS di Citywest rimarrà sotto sorveglianza rafforzata mentre le autorità valutano nuove misure di prevenzione dell’ordine pubblico, soprattutto in relazione alla mobilitazione attraverso i social network.

La sfida della convivenza

Per la comunità irlandese, Citywest rappresenta un campanello d’allarme. Il luogo simbolo dell’accoglienza durante la crisi ucraina è diventato in poche ore teatro di una crisi di fiducia e convivenza.

La sfida per l’Irlanda sarà garantire sicurezza senza chiudersi, giustizia senza vendetta, accoglienza senza paura. In un’epoca dove la disinformazione viaggia alla velocità di un messaggio WhatsApp, la distanza tra malcontento e violenza si è fatta pericolosamente breve.

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